CORTENERA.
BOLLICINE DI BASALTO.

TRADIZIONE

Le viti schiave erano coltivate sulle Calcare o Taibane in Brobbia, sulle Coste e nella contrà del castello e della Cavagina (San Marco).

Della presenza della famiglia Ferrari a Gambellara si ha traccia fin dalla prima metà del 1400, lo testimoniano i numerosi atti di compravendita dei diretti discendenti. Il legame tra Gambellara e la famiglia Ferrari è segnato nel corso dei secoli mettendo in evidenza la coltivazione della vite e dell’ulivo un po’ sul tutto il territorio e in particolare nel Monte San Marco dove ha sede la Tenuta Ballast.

I poderi raggiunsero nei secoli XIII e XIV dimensioni notevoli di 6-8 campi, uno di 16 sul Monte di Mezzo.

Nell’Ottocento dalle mappe del catasto austriaco si evince che molti terreni della costa del Monticello erano vitati e appartenevano a Ferrari Gioacchino.

La proprietà sopra la cava e S. Marco venne ereditata nel 1863 da Giobatta e da Domenica del Fu Gioacchino Ferrari. Nel 1880 subentrarono i suoi figli Giovanni e Gioacchino. Da alcune foto degli anni 20 in primo piano si notano i vigneti di casa Ferrari con lo scavo del vigneto a ridosso della valle. Tra questi vigneti a fianco del parco comunale di San Marco sorge la cantina di Gianluca Ferrari ancora convinto della grande potenzialità delle viti di Garganega e Durella che poggiano su un ricco terreno di origine vulcanico. Da queste viti nasce un metodo classico capace di esprimere tutta la mineralità di queste terre.